Omega 3: in eccesso aumentano il tumore alla prostata
Prima o poi doveva accadere. Sì, quello di vedere il il rovescio della medaglia degli omega 3.
Dopo averli infatti infilati in ogni dove, dalle creme per la pelle, agli alimenti, ai farmaci, avanzano ombre sul loro uso eccessivo nei confronti della prostata.
Secondo uno studio condotto da ricercatori del Fred Hutchinson Cancer Research Center e pubblicato sull'American Journal of Epidemiology, gli omega 3 farebbero alzare drasticamente il rischio di tumore alla prostata.
E i dati provengono da una ricerca piuttosto ampia che ha coinvolto 3.400 americani scelti dal Prostate Cancer Prevention Trial per una sperimentazione clinica volta a valutare l'efficacia di finasteride nella prevenzione del tumore.
Dall'analisi dei dati è emerso che gli uomini con i più alti livelli di acido docosaesaenoico (DHA), uno degli acidi grassi della categoria omega 3, presentavano un rischio di cancro alla prostata 2 volte e mezzo più elevato rispetto alle persone con i livelli più bassi.
Ed ancora maggiore clamore suscita l'altra scoperta cioè che i famigerati acidi grassi trans (quelli per intenderci della nutella e altri alimenti demonizzati) che innalzano il rischio di malattie cardiovascolari, sembrano invece dimezzare il rischio di cancro alla prostata.
Ininfluenti gli acidi grassi omega 6.
"Siamo stati stupiti da questi risultati e abbiamo passato molto tempo per verificare che fossero corretti", ha commentato Theodore M. Brasky.
"La nostra scoperta rovescia ciò che sapevamo - o che credevamo di sapere - a proposito della correlazione tra dieta, infiammazione e lo sviluppo del cancro alla prostata e chiarisce quanto sia complesso studiare l'associazione tra alimentazione e il rischio di diverse malattie croniche".
Ha comunque un bilancio positivo, assicura il ricercatore, il consumo di pesce, ricco di omega3 per prevenire le malattie cardiovascolari rispetto al rischio di tumore alla prostata.
"Ciò che però lo studio evidenzia, continua Brasky, è la complessità del rapporto tra alimentazione e rischio di malattia. Per questo è necessario studiarlo con rigore piuttosto che fare supposizioni".
E aggiungerei, mangiare di tutto un po' quello che la natura e la terra offrono, non ricorrere ad integrazioni inutili e non prendere a fittonate nessun alimento.
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