“V Master di Scrittura: le parole della pandemia”

“L’Associazione Stada degli Scrittori con il coordianmento scientifico della Fondazione Traccani Cultura e il patrocinio del Consiglio di presidenza dell’assemblea regionale siciliana, del comune di Agrigento, del Consorzio universitario Empedocle di Agrigento, in collaborazione con la Fondazione Teatro Pirandello, il distretto turistico regionale Valle dei Templi e l’ANAp – Associazione nazionale dirigenti pubblici e altre professioni della scuola, organizza il 5° Master di Scrittura per offrire una formazione specialistica a giornalisti e responsabili della comunicazione delle aziende sanitarie, ad aspiranti scrittori, a studenti universitari e delle scuole superiori, a docenti e professionisti.”

Il Master sarà l’occasione per ripercorrere i luoghi siciliani che hanno visto la nascita e lo sviluppo della produzione letteraria dei grandi autori che hanno appassionato e formato intere generazioni, quali: il Premio Nobel Luigi Pirandello; l’autore del romanzo più tradotto al mondo, Giuseppe Tomasi di Lampedusa; lo scrittore della ragione Leonardo Sciascia; l’autore del Commissario Montalbano, Andrea CamilleriAntonio Russello, l’autore che Vittorini preferì al Gattopardo; Pier Maria Rosso di San Secondo e tanti altri.

Il Master è coordinato da Felice avallaro, firma del “Corriere della Sera”, ideatore e direttore della Strada degli Scrittori e può contare sul coordinamento scientifico di Massimo Bray, direttore generale dell’istituto della Enciclopedia Italiana Treccani.

Il Master si rivolge a giornalisti, responsabili della comunicazione delle aziende sanitarie e delle imprese, professionisti, membri degli ordini professionali dei medici, farmacisti, operatori sanitari; giovani autori, aspiranti scrittori, editori, docenti e appassionati che desiderano approfondire la propria conoscenza nell’ambito della scrittura in genere.

L’Associazione in segno di gratitudine a tutti i medici Siciliani per la encomiabile opera svolta durante questo anno di pandemia ha deciso di omaggiare una Borsa di Studio da assegnare, a discrezione di ogni Presidente di ordine provinciale, ad uno dei professionisti iscritti per la partecipazione al Master di Scrittura “Le parole della pandemia”

 

LE PAROLE DELLA PANDEMIA

 Felice Cavallaro, direttore del corso e della Strada degli Scrittori  Nato a Grotte, in provincia di Agrigento, ha affetti e radici nel paese di Sciascia, Racalmuto. Ha cominciato la sua attività frequentando il giornale «L’Ora», a Palermo, e ha poi lavorato al «Giornale di Sicilia». Ha seguito dagli anni Settanta per il «Corriere della

Sera» soprattutto cronache e grandi processi di mafia. Per il «Corriere» è stato anche inviato in Libia, Tunisia, Marocco, Pakistan, Iraq. Ha scritto numerosi libri fra i quali: Lettera ai mafiosi. Vi perdono ma inginocchiatevi (con Rosaria Schifani; Tullio Pironti Editore, 1992); Mafia. Album di Cosa Nostra (Rizzoli, 1992); La guerra dei giusti. I giudici, la mafia, la politica (con Giuseppe Ayala; Mondadori, 1993); Il caso Contrada. Fra Stato e Cosa Nostra (Rubbettino, 1996). Autore di numerose opere teatrali, ha inoltre realizzato degli speciali sulla mafia per la RAI. Nel 2019, per il trentennale della scomparsa di Leonardo Sciascia, ha scritto per Solferino Sciascia l’eretico. Storia e profezie di un siciliano scomodo. È stato docente a contratto all’Università di Palermo. Componente per molti anni del consiglio di amministrazione della Fondazione Leonardo Sciascia, attualmente siede nel consiglio di amministrazione della Fondazione Federico II con sede presso il Palazzo dei Normanni a Palermo.

Massimo Bray, direttore scientifico del corso è nato a Lecce, ha studiato a Firenze, vive a Roma. Nel 1991 è entrato come redattore all’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani e nel 1994 ne è divenuto il direttore editoriale. Alle elezioni politiche del 2013 è stato eletto deputato nelle fila del Partito democratico e dal 28 aprile 2013 al 21 febbraio 2014 è stato ministro dei Beni, delle Attività culturali e del Turismo del governo Letta. Nel marzo 2015 si è dimesso da parlamentare e ha fatto ritorno alla Treccani, dove ricopre l’incarico di direttore generale. Ha diretto, inoltre, la rivista edita dalla Fondazione di cultura politica «Italianieuropei», ha presieduto il consiglio d’amministrazione della Fondazione La Notte della Taranta, che organizza il più grande festival europeo di musica popolare, ed è stato presidente della Fondazione per libro, la musica e la cultura, occupandosi delle edizioni 2017 e 2018 del Salone del Libro di Torino. Sull’edizione italiana di «Huffington Post», Massimo Bray è autore di un blog dedicato all’esperienza della cultura, con particolare attenzione all’editoria tradizionale e digitale. Nel 2019 ha pubblicato il libro Alla voce Cultura. Diario sospeso della mia esperienza di Ministro.

Argomento trattato :

Informazióne

informazióne s. f. [der. di informare; cfr. lat. informatio -onis «nozione, idea, rappresentazione» e in epoca tarda «istruzione, educazione, cultura»]. – 2. Atto dell’informare o dell’informarsi, nel senso di dare o ricevere notizia: per una più esauriente i. sull’argomento si vedano i volumi …; libertà d’informazione, intesa come libero accesso alla verità attraverso i mezzi che interpretano e formano la pubblica opinione. Con sign. più concr., nell’uso com., notizia, dato o elemento che consente di avere conoscenza più o meno esatta di fatti, situazioni, modi di essere, ecc.: dare, chiedere, ricevere un’i.

 

Lucia Annunziata, giornalista italiana. Conduce per Rai Tre “Mezz’ora in più”: un’ora e mezza sui protagonisti della politica, dell’economia e della cultura. È stata presidente della RAI Radio Televisione Italiana, direttore del Tg3 e direttore della agenzia di stampa Ap.Biscom, il servizio italiano dell’agenzia americana Associated Press. Lucia Annunziata ha diretto l’«Huffpost » dal 2012 al 2020, edizione italiana dell’americano «Huffpost», la maggiore testata al mondo di informazione on-line, e ha lavorato per «la Repubblica» come inviato in Usa, America Centrale e Latina, e in Medio Oriente. Per «Il Corriere della Sera», è stata corrispondente da Washington. È membro dell’Aspen Institute e del Consiglio Scientifico dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani. Autrice di vari libri, nel 1992 le è stata assegnata la “Nieman Fellowship” dell’Università di Harvard. Fra i vari premi che le sono stati assegnati, “Il Premiolino” per i suoi servizi durante la Guerra in Iraq; il “Max David” alla carriera come inviato di guerra; il “Premio Malaparte” per il libro Bassa Intensità; il Premio Saint Vincent per La Crepa. Nel 2018 ha ricevuto il “Marisa Bellisario” per le eccellenze femminili, il premio alla carriera dalla May Chidiac Foundation – Libano e il premio alla carriera “Franco Giustolisi”.

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Biopolitìca/Politìca

biopolìtica s. f. [comp. di bio- e politica]. – La considerazione delle condizioni di vita degli esseri umani (in termini di salute, alimentazione, variazioni demografiche, rischi ambientali, ecc.) come questione politica, intervenuta a trasformare l’esercizio del potere, secondo la classica teoria del filosofo francese Michel Foucault, nel corso del 18° secolo.

polìtica s. f. [femm. sostantivato dell’agg. politico (sottint. arte); cfr. gr. πολιτική (τέχνη)]. – 1. a. La scienza e l’arte di governare, cioè la teoria e la pratica che hanno per oggetto la costituzione, l’organizzazione, l’amministrazione dello stato e la direzione della vita pubblica; le norme, i principî, le regole della p.; scrivere, trattare, discutere di politica. b. Più concretam., l’attività svolta per il governo di uno stato, il modo di governare, l’insieme dei provvedimenti con cui si cerca di raggiungere determinati fini, sia per ciò che riguarda i problemi di carattere interno (p. interna), sia per ciò che riguarda le relazioni con altri stati (p. estera, p. internazionale).

Laura Boella è stata professore ordinario di Filosofia Morale e di Etica dell’ambiente presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università Statale di Milano. Ha dedicato numerosi studi al pensiero femminile del ‘900, in particolare a Hannah Arendt, Simone Weil, Maria Zambrano e Edith Stein. Il coraggio dell’etica. Per una nuova immaginazione morale (Cortina 2012) e Le imperdonabili. Milena Jesenská, EttyHillesum, Marina Cvetaeva, Ingeborg Bachmann, Cristina Campo, Mimesis 2013, elaborano il contributo delle pensatrici e di alcune scrittrici all’etica contemporanea. Le sue recenti pubblicazioni sono: Hannah Arendt. Un difficile umanesimo, Feltrinelli 2020; Cuori pensanti. Cinque brevi lezioni di filosofia per tempi difficili, Chiarelettere 2020. La sua ricerca si è rivolta inoltre al tema delle relazioni intersoggettive, dell’empatia e della simpatia proponendo un confronto critico tra l’attuale ricerca scientifica e la prospettiva fenomenologica. Ha curato la nuova edizione italiana di M. Scheler, Essenza e forme della simpatia, Franco Angeli 2010, e pubblicato Sentire l’altro. Conoscere e praticare l’empatia, Cortina 2006, Neuroetica. La morale prima della morale, Cortina 2008, ed Empatie. L’esperienza empatica nella società del conflitto, Cortina 2018.

Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente dal marzo 2018. Ingegnere ambientale, ha iniziato la sua storia in Legambiente nel 1998 grazie al servizio civile. Dal 2006 al 2011 ne è stato il responsabile scientifico, vicepresidente dal 2011 al 2015, direttore generale dal 2015 a marzo 2018. È membro del Comitato scientifico di Ecomondo, la fiera di Rimini sullo sviluppo sostenibile, e dell’Osservatorio per l’analisi normativa dell’Arma dei Carabinieri. È stato componente del Gruppo di lavoro Mafie e Ambiente degli Stati generali della lotta alla criminalità organizzata nel 2017 dal Ministero della Giustizia. È stato consulente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti della XIV legislatura e membro del Comitato di indirizzo sulla gestione dei Raee (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) presso il Ministero dell’ambiente. È stato membro del comitato direttivo di Chimica Verde Bionet e del Comitato di indirizzo di RemTech, la fiera di Ferrara sulla bonifica dei siti contaminati. Autore di numerose pubblicazioni di Legambiente.

Argomento trattato :

Igiène

igiène s. f. [dal gr. ὑγιεινή (sottint. τέχνη), femm. di ὑγιεινός «salubre, che giova alla salute», der. di ὑγιής «sano»]. – 1. Ramo della medicina che si occupa della salvaguardia dello stato di salute e del miglioramento delle condizioni fisiche e psichiche, mediante lo studio della frequenza e modalità di diffusione delle malattie (epidemiologia) e il suggerimento delle misure di protezione sanitaria dei singoli individui (i. individuale o i. privata) e delle popolazioni (i. pubblica), con riferimento, per quest’ultima, a tutte quelle condizioni ambientali (lavoro, urbanizzazione, inquinamenti, dissesto ecologico, trasporti) che possono alterare lo stato di salute. 2. Il complesso delle norme igieniche, in quanto siano o no osservate e attuate, soprattutto con riferimento alla pulizia personale o degli ambienti.

 

Liliana Cori svolge attività e ricerche su comunicazione e percezione del rischio presso l’Unità di ricerca epidemiologia ambientale e registri di patologia dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR a Pisa. È vicepresidente di Greenpeace Italia, socia fondatrice di EngHea, Engendering Health, associazione che fa cultura e formazione sulle diseguaglianze di genere in salute e sanità, socia dell’Associazione Italiana Partecipazione, AIP2, e dell’Associazione Donne e Scienza. Laureata in lettere con indirizzo antropologico è esperta di comunicazione in ambiente e salute, politiche ambientali e relazioni tra nord e sud del mondo. Nella prima parte della sua vita lavorativa si è occupata di informazione, formazione e advocacy con Greenpeace, Cospe, Crocevia fino a coordinare nel 2000 la campagna Cancella il “Debito”, che chiedeva in occasione del Giubileo cristiano la cancellazione del debito dei paesi più poveri del mondo. Si è occupata di progetti internazionali nell’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, è stata consulente del Ministero dell’Ambiente e degli Esteri prima di entrare nel 2006 al CNR. Ha scritto come pubblicista su varie testate e social e pubblicato diversi libri di divulgazione scientifica. Tra gli altri: Una terra buona per tutti (Cospe, 1995); Se fossi una pecora, verrei abbattuta? (Scienza Express, 2011) con Vincenza Pellegrino Corpi in trappola, vita e storie tra i rifiuti (Editori Riuniti University press, 2011), con Fiorella Battaglia e Fabrizio Bianchi Ambiente e salute. Una relazione a rischio (Pensiero Scientifico, 2009).

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Assembraménto

assembraménto s. m. [der. di assembrare1]. – 1. Riunione occasionale di persone all’aperto per dimostrazioni o altro: fare, proibire, sciogliere un a.; anche affollamento in genere: sul luogo del disastro s’era formato un grande a. (di gente, di cittadini, ecc.).

 

Barbara Gallavotti è nata a Torino ed è laureata in biologia presso l’Università “La Sapienza” di Roma. È giornalista e divulgatrice scientifica, scrittrice e autrice di diversi programmi televisivi. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti tra cui nel 2013 il “Premio Capo D’Orlando per la comunicazione multimediale”. Attualmente è ospite fissa del programma “DiMartedì” di Giovanni Floris, su LA7, nonché coautrice dei programmi televisivi in onda su Rai1 in prima serata: “Ulisse” (dal 2000) e “Superquark” (dal 2007). Collabora con numerosi quotidiani, periodici italiani e testate giornalistiche tra cui «La Stampa» e «Il Messaggero». Il suo ultimo lavoro editoriale è Le grandi epidemie. Come difendersi. Tutto quello che dovreste sapere sui microbi, con prefazione di Piero Angela e pubblicato nel 2019. Nel 2013 è stata inviata per la trasmissione “E se domani” con cui collaborava dal 2010. In radio, dal 2007 al 2012 ha fatto parte della redazione del programma radiofonico di divulgazione scientifica “Moebius”, trasmesso da Radio24; nel 2004 è stata autrice della trasmissione divulgativa “Hit Science”, in onda su Rai3 e rivolta ai bambini e di cui dal 2005 al 2006 è stata consulente. Direttore supplente del Master in Comunicazione della Scienza e Tecnologia dal 2008 al 2009 presso l’Università di Tor Vergata, a Roma, dal 2009 al 2010 è stata titolare del corso di Comunicazione della Scienza presso la facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Roma Tre. Ha pubblicato centinaia di articoli su temi scientifici e ha scritto diversi libri su temi scientifici per ragazzi e bambini, tradotti in numerose lingue: I segreti della vita, La vita sulla Terra, L’ecologia, Il corpo umano, Il Sistema solare, Educare per la biodiversità, L’Universo.

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Vìrus

vìrus s. m. [dal lat. virus «veleno»], invar. – 1. In biologia, termine con cui si designa un gruppo di organismi, di natura non cellulare e di dimensioni submicroscopiche, incapaci di un metabolismo autonomo e perciò caratterizzati dalla vita parassitaria endocellulare obbligata, costituiti da un acido nucleico (genoma) rivestito da un involucro proteico (capside). Quando un virus riesce a penetrare all’interno di una cellula con la quale è venuto in contatto, il suo genoma si integra nel materiale genetico della cellula ospite alterandone così il patrimonio genetico e obbligandola a sintetizzare acidi nucleici e proteine virali e quindi alla replicazione del virus. Il genoma virale può essere costituito da DNA o da RNA, cosicché si distinguono virus a DNA o desossivirus e virus a RNA o retrovirus. I virus sono parassiti di animali, piante, batterî, e sono gli agenti eziologici di numerose malattie: in patologia umana una particolare importanza rivestono i virus implicati nella genesi dei tumori (v. oncogeni, papovavirus), i retrovirus associati ad alcuni linfomi, il retrovirus responsabile della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS). Oltre ai virus descritti sono poi stati individuati agenti infettivi più piccoli e più semplici, responsabili di alcune malattie delle piante, come i viroidi, i virini, i virusoidi, e degli animali, come i virus lenti non convenzionali o prioni; tra questi ultimi sono compresi gli agenti eziologici dello scrapie (v.) della pecora e di alcune malattie del sistema nervoso dell’uomo, tutte caratterizzate dal lungo periodo di incubazione e dal prolungato decorso, quali il kuru (v.) e un tipo di demenza presenile, associata a varie manifestazioni neurologiche, chiamata malattia di Jakob-Creutzfeldt (dai nomi dei neuropsichiatri tedeschi A.M. Jakob e H.G. Creutzfeldt, che ne descrissero il quadro clinico). Per gli ECHO virus o virus ECHO, v. echovirus.

 

Claudio Gioè nasce a Palermo nel 1975. Dopo gli studi classici al liceo “Garibaldi” della sua città, si trasferisce a Roma per approfondire gli studi d’arte drammatica presso l’Accademia nazionale “Silvio D’Amico”. Diplomatosi nel 1996, comincia a lavorare in teatro scrivendo e portando in scena diversi spettacoli, per lo più riscritture di miti e personaggi storici (Edipo, Faust, Ifigenia, Caligola). Nel 2020 è regista e interprete del Marat/Sade di Peter Weiss al Teatro Biondo di Palermo. Al cinema debutta nelle prime opere di Luca Guadagnino (Qui, The Protagonists e il documentario Mundo Civilizado), ne I cento passi e ne La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana. Partecipa poi a vari film tra cui Passato prossimo di Maria Sole Tognazzi, Piano, solo di Riccardo Milani e Latin Lover di Cristina Comencini. Contestualmente, comincia anche a lavorare per la televisione, sia con la Rai sia con Mediaset, per la quale interpreta svariate fiction tra cui Il capo dei capi, Squadra antimafia, Palermo oggi, Il Tredicesimo Apostolo, Mario Francese, Il Bosco, La mafia uccide solo d’estate, Sotto copertura, Il Sistema, Passeggeri notturni, Vite in Fuga e la più recente Màkari , basata sui racconti e romanzi di Gaetano Savatteri e con la regia di Michele Soavi.

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Distanziaménto fisico

distanziaménto fisico – Un concetto attorno al quale ruota gran parte del discorso sull’emergenza da Covid-19 è quello della ‘distanza’: la distanza che le goccioline respiratorie riescono a percorrere diffondendo il virus, la distanza tra i carrelli della spesa in fila indiana davanti ai supermercati, la distanza alla quale dobbiamo tenerci dai nostri cari per proteggere loro e noi stessi… L’espressione distanziamento sociale è un neologismo attestato per la prima volta sulla stampa italiana all’indomani dell’individuazione del ‘paziente uno’ di Codogno sulle pagine de «Il Resto del Carlino» nelle parole di Gianni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, a proposito delle misure necessarie per contrastare la diffusione del virus: «Le misure adottate dal ministero, oltre all’isolamento ospedaliero dei casi accertati, e la quarantena dei contatti sospetti, prevedono il distanziamento sociale nelle zone colpite». Il termine epidemiologico distanziamento sociale viene adottato con una certa reticenza per lo meno dalle istituzioni, che gli preferiscono largamente la perifrasi di «misure per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19». La portata referenziale delle due espressioni – distanziamento sociale e «misure per il/di contenimento […]» – è la stessa: distanziamento sociale è un termine dell’epidemiologia che indica nel loro insieme i diversi tipi di intervento utili per evitare una grande ondata epidemica, «l’isolamento dei pazienti, l’individuazione e la sorveglianza dei contatti, la quarantena per le persone esposte, la chiusura delle scuole e dei luoghi di lavoro o l’adozione di metodi per lezioni scolastiche/universitarie e lavoro a distanza. Inoltre vanno anche considerati i provvedimenti che limitano l’assembramento di persone, come le manifestazioni sportive, fino ad arrivare alla restrizione dei viaggi internazionali.» A giustificare il riserbo nei confronti dell’espressione distanziamento sociale non basta una certa insofferenza verso l’ennesimo anglismo, ma concorrono soprattutto osservazioni di tipo semantico: l’accostamento del nome d’azione «distanziamento», deverbale da «distanziare» («distanziamento: 1892, (raro) il distanziare», Zingarelli 2020) all’attributo «sociale» evoca l’immagine generalizzata del distacco da ogni tipo di contatto sociale se non addirittura fondato sulla disparità sociale senza focalizzarsi sulla distanza nel senso fisico di «spazio che intercorre tra due cose, luoghi o persone». Dall’esigenza di accentuare l’aspetto della mera distanza fisica rispetto a quello della sospensione dei contatti sociali nasce la confusione con espressioni e concetti solo apparentemente simili quali distanza socialedistanza interpersonaledistanza di sicurezzadistanza (di) droplet. La prossemica impiega il termine distanza sociale per definire una delle quattro dimensioni della distanza interpersonale, quella riservata alle relazioni formali e impersonali in cui si negozia o contratta. Nel contesto dell’emergenza sanitaria da coronavirus il riferimento alla distanza tra gli individui intesa in senso meramente spaziale si traduce inoltre in un appello a rispettare la distanza di sicurezza, espressione anch’essa preesistente al coronavirus, ma finora impiegata soprattutto per indicare la distanza da mantenere tra un veicolo e l’altro, e adesso risemantizzata nel senso della distanza oltre la quale si considera escluso il rischio di contagio attraverso le goccioline respiratorie responsabili di trasportare il virus (cosiddette droplet, da cui la locuzione di stampo giornalistico distanza (di) droplet). Nel discorso sul coronavirus la ‘distanza’ non rappresenta solo il limite da rispettare nei rapporti interpersonali, ma anche la dimensione in cui svolgere ogni tipo di attività sociale. Resta infine da sottolineare come l’appello al mantenimento delle distanze spaziali vada spesso di pari passo con la sottolineatura del mantenimento della vicinanza emozionale; l’associazione ‘distanza fisica – vicinanza affettiva’ costituisce anche una costante del discorso politico europeo nell’emergenza Covid-19.

(estratto da Non è distanza sociale! Parole nel turbine vasto di Daniela Pietrini, «Lingua Italiana», portale Treccani.it, 29 aprile 2020)

 

Evelina Santangelo, scrittrice ed editor. Per Einaudi ha pubblicato i racconti L’occhio cieco del mondo (premio Franciacorta; premio Berto; premio Chiara; premio Mondello opera prima) e diversi romanzi tra i quali La lucertola color smeraldo, Il giorno degli orsi volanti, Senzaterra; Cose da pazzi; Non va sempre così; Da un altro mondo (libro dell’anno 2018 Fahrenheit Rai-radio 3; Premio Feudo di Maida; Superpremio Sciascia-Racalmare; Premio Pozzale Luigi Russo). Sempre per Einaudi ha curato Terra matta di Vincenzo Rabito, ha tradotto Firmino di Sam Savagee e Rock ’n’ Roll di Tom Stoppard. Ha partecipato a diverse antologie di racconti. Suoi articoli sono usciti su vari quotidiani nazionali, sui blog Nazione Indiana e minima&moralia. Collabora con «l’Espresso».

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Iṡolaménto

iṡolaménto s. m. [der. di isolare]. – In genere, l’atto di isolare, e lo stato, la condizione di chi o di ciò che è isolato. 1. Riferito a persone: a. Provvedimento igienico con cui uno o più malati affetti da malattia infettiva e contagiosa vengono separati dai sani per tutta la durata di essa: mettere in i.; disporre l’i. di un paziente; reparto di i., padiglione di un ospedale in cui vengono ricoverati gli infermi per malattie contagiose.

 

Angela Santoni è professore ordinario di Immunologia ed Immunopatologia all’Università di Roma “La Sapienza”, direttore scientifico dell’Istituto Pasteur Italia-Fondazione Cenci Bolognetti e presidente della Società Italiana di Immunologia, Immunologia Clinica ed Allergologia. È membro del Comitato Scientifico per la Sorveglianza Post-marketing dei Vaccini Covid-19, della Commissione CNR Ethics e della Commissione per l’Integrità nella Ricerca dell’Università di Roma “La Sapienza”; è stata membro del GAVI (Global Alliance for Vaccines and Immunization) e rappresentante italiana MIUR nel programma Horizon 2020 nell’ambito della configurazione SC1 – Health, Demographic Change and Wellbeing. È autrice di oltre 400 pubblicazioni su riviste altamente qualificate a diffusione internazionale, ed è stata responsabile di progetti di ricerca finanziati da enti nazionali (MIUR, Ministero della Salute, CNR, AIRC) ed internazionali (UE, Pasteur Institute, Paris).

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Ricérca

ricérca s. f. [der. di ricercare2]. – 1. b. Con sign. più circoscritto, l’insieme degli studî e delle indagini che si svolgono nell’ambito delle discipline scientifiche o umanistiche per individuare documenti e fonti, ricostruire eventi o situazioni, scoprire fenomeni, processi, regolarità, leggi, ecc.: cominciare, continuare, condurre, concludere una r.; r. storiche, filologiche, linguistiche. In partic., r. scientifica, indagine sistematica, condotta con le metodologie proprie dei diversi campi delle scienze naturali e sociali (e quindi contraddistinta dal carattere di rigore, pubblicità, controllabilità intersoggettiva dell’impresa scientifica), attuata al fine di stabilire e sottoporre a verifica le conoscenze, le leggi, le ipotesi e le teorie concernenti i diversi aspetti dell’esperienza: r. pura, senza finalità applicative predeterminate; r. fondamentale, volta al conseguimento di conoscenze fondamentali nei diversi campi, indipendentemente dalle eventuali applicazioni; r. di base, intesa a produrre conoscenze generali su cui basare eventuali applicazioni a settori più circoscritti o a innovazioni tecnologiche; r. di punta, che elabora e controlla sperimentalmente le teorie e le ipotesi più avanzate in un campo specifico; r. teorica, r. sperimentale, a seconda che siano privilegiati gli aspetti teorici o quelli sperimentali in un determinato settore; r. finalizzata, distinta in r. orientata e r. applicativa a seconda che sia rivolta alla soluzione di un problema circoscritto in tempi prefissati o che miri a realizzare determinate innovazioni tecnologiche. Centro di ricerca, istituzione nel cui ambito vengono coordinate e organizzate ricerche affini, e all’interno della quale sono concentrate le risorse materiali (per es., gli apparati sperimentali) e umane per svolgerle; gruppo di ricerca, complesso di studiosi della stessa disciplina, o di discipline affini, che svolgono insieme una determinata indagine scientifica, resa rapida ed efficace da un’appropriata divisione del lavoro; programma di ricerca, l’insieme degli obiettivi (e dei metodi per conseguirli) di una ricerca proposta da singoli scienziati o da gruppi di ricerca (nell’epistemologia contemporanea, con programma di r. si intende la serie di formulazioni teoriche elaborate in successione da un singolo scienziato o da un gruppo di scienziati al fine di mantenere la validità di determinate assunzioni ipotetiche di fondo in presenza di prove empiriche via via contrastanti con le formulazioni precedenti). La ricerca scientifica in senso stretto andrebbe distinta dalla r. tecnologica, che è volta all’individuazione e alla messa a punto di tecniche particolari per scopi specifici, ma la distinzione non è netta, potendosi intendere la ricerca scientifica anche come l’insieme delle indagini scientifiche e tecnologiche condotte nell’ambito delle varie istituzioni scientifiche (università, centri di ricerca), per lo più in base a programmi coordinati da enti nazionali (in Italia, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, il ministero dell’Università e della Ricerca) e finanziati da enti pubblici o privati. Per il dottorato di ricerca, come specializzazione universitaria dopo il conseguimento della laurea, v. dottorato. c. In pedagogia, r. educativa o scolastica, nella scuola materna, dell’obbligo e secondaria, attività didattica consistente nel raccogliere, organizzare e valutare materiali su un tema assegnato, intesa a promuovere l’iniziativa dei discenti: r. individuale, di gruppo; fare una r., delle r., sulle caratteristiche ambientali di una zona, su un fatto o un personaggio storico.

Padre Antonio Spadaro, gesuita, è nato a Messina nel 1966. Dal 2011 è direttore della rivista «La Civiltà Cattolica». Laureato in Filosofia presso l’Università di Messina, ha conseguito il dottorato in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana, dove ha insegnato come professore invitato presso la facoltà di Teologia e il Centro interdisciplinare di Comunicazione sociale. Dal 2004 al 2009 è stato delegato per le attività culturali e intellettuali dei gesuiti italiani. Dal 2011 è consultore del pontificio consiglio della cultura e lo è stato del pontificio consiglio delle comunicazioni sociali fino alla sua chiusura. Membro del Vatican Media Committee e dei sinodi dei vescovi che si sono svolti dal 2014 in poi, è consulente ecclesiastico dell’Unione librai ed editori cattolici italiani (Uelci), membro della Pontificia Accademia dei Virtuosi al Pantheon e fa parte del Boards of Directors della Georgetown University di Washington. È autore di numerosi volumi tradotti in varie lingue e tiene conferenze in diversi Paesi del mondo. Fondatore dell’associazione culturale “Bombacarta”, laboratorio di scrittura creativa, ha scritto per anni di critica letteraria, in particolare di letteratura americana, e di cultura digitale. È autore del primo libro-intervista con il Pontefice argentino: La mia porta è sempre aperta. Una conversazione con Antonio Spadaro, 2013. Ha curato altri tre volumi con interviste al Pontefice e gli scritti di Jorge Mario Bergoglio come gesuita e poi arcivescovo di Buenos Aires, oltre a due volumi che raccolgono le omelie di Santa Marta. Recentemente, è intervenuto più volte sulla Cina e sui rapporti sino-vaticani. Sul tema ha curato tre volumi: Nell’anima della Cina. Saggezza, storia, fede, 2018; La Chiesa in Cina. Un futuro da scrivere, 2019; Anticipare il futuro della Cina, 2020.

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Immaginazióne

immaginazióne (letter. imaginazióne) s. f. [dal lat. imaginatio -onis]. – 1. Particolare forma di pensiero, che non segue regole fisse né legami logici, ma si presenta come riproduzione ed elaborazione libera del contenuto di un’esperienza sensoriale, legata a un determinato stato affettivo e, spesso, orientata attorno a un tema fisso; può dar luogo a una attività di tipo sognante (come nei cosiddetti «sogni a occhi aperti»), oppure a creazioni armoniose con contenuto artistico (i. artistica), o anche, con un meccanismo che si riallaccia all’intuizione, a conclusioni ricche di contenuto pratico; con definizione più generica, la facoltà di formare le immagini, di elaborarle, svilupparle e anche deformarle, presentandosi in ogni caso come potenza creatrice. 2. L’atto o l’attività dell’immaginare. 3. La cosa stessa immaginata.

 

Alessandro Vespignani è professore di Fisica e Informatica alla Northeastern University di Boston, dove dirige anche il Network Science Institute. È fellow dell’American Physical Society, dell’Institute for Quantitative Social Science alla Harvard University e membro dell’Academia Europea. Nato a Roma nel 1965, si è laureato e ha conseguito il dottorato in Fisica presso l’Università “La Sapienza”. Ha completato il suo post-dottorato di ricerca presso l’Università di Yale e l’Università di Leida. Ha lavorato presso il Centro internazionale di fisica teorica (UNESCO) a Trieste e all’Università di Parigi-Sud in Francia come membro del Consiglio nazionale per la ricerca scientifica (CNRS). Nel 2004 si è trasferito all’Università dell’Indiana, dove è stato professore di Informatica e Scienze Computazionali, direttore del Center for Complex Networks and Systems Research e direttore associato presso il Pervasive Technology Institute. La sua attività di ricerca si concentra su network e data science, epidemiologia computazionale e sistemi complessi. È autore di numerosi articoli scientifici pubblicati su riviste internazionali come Nature, Science e PNAS. Oltre a diverse monografie scientifiche in lingua inglese, ha pubblicato recentemente il libro Charting the Next Pandemic, con A. Pastore y Piontti, N. Perra, L. Rossi e N. Samay, Springer, 2019. In italiano ha pubblicato, insieme a Rosita Rijtano, il libro L’Algoritmo e l’oracolo, Il Saggiatore, 2019.

Argomento trattato :

Contagio

 

LABORATORI DI SCRITTURA a cura di :

Edoardo Arcuri è primario emerito Istituto Regina Elena, Roma; consigliere scientifico dell’Hospice Fondazione Roma. Laureatosi in Medicina e Chirurgia a Roma (1968) e specializzatosi in Anestesia presso l’Università di Torino è stato direttore dell’Unità di Rianimazione, Terapia Intensiva, Terapia del Dolore e Cure Palliative del medesimo istituto dal 1992 al 2009. Nella prima decade si è concentrato sulla terapia intensiva del paziente neoplastico e sulla qualità di vita di tali pazienti in regime intensivo. Successivamente ha spostato i suoi interessi sulla terapia del dolore, come pilastro tecnico ed etico delle cure palliative e con obiettivi scientifici tesi a chiarire le interferenze complesse della terapia antalgica in pazienti oncologici, con particolare riguardo al fenomeno della tolleranza e dell’iperalgesia indotta da farmaci oppioidi. In questo campo è stato responsabile di un progetto finalizzato del Ministero della Sanità e di due progetti di ricerca CNR. Nel 1998 ha contribuito all’istituzione del Centro di Cure Palliative della Fondazione Roma, di cui è stato per 10 anni direttore scientifico. È stato membro delle più importanti commissioni ministeriali che hanno cambiato la precedente legge sugli oppioidi ed istituzionalizzato la Terapia del Dolore. È stato presidente della Fondazione Hospice di Reggio Calabria dal 2012 al 2014. È autore di 80 pubblicazioni su riviste indicizzate e referee di molte riviste internazionali.

Elvira Terranova nasce in Germania dove resta fino al liceo, poi si trasferisce in Sicilia dove inizia a collaborare prima con il quotidiano «La Sicilia» e, successivamente, con il «Giornale di Sicilia». Poi approda al quotidiano «Oggi Sicilia» dove si specializza in cronaca giudiziaria. Segue i processi più importanti degli ultimi trent’anni, dal processo Andreotti a Mannino, Contrada, Dell’Utri, fino alla trattativa tra Stato e mafia. Oggi è caposervizio presso l’Agenzia di stampa Adnkronos e ne guida la redazione siciliana. Segue i più importanti fatti di cronaca della Sicilia. È stata insignita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dell’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana e della medaglia d’oro al valor civile per avere salvato dei migranti durante un naufragio.

Lidia Tilotta È giornalista caposervizio del TGR Sicilia, la testata giornalistica regionale della RAI. Per anni è stata inviata a Lampedusa per raccontare le storie dei migranti approdati sull’isola o che hanno perso la vita in mare. A Lampedusa ha conosciuto Pietro Bartolo con cui ha scritto per Mondadori Lacrime di Sale (2016), tradotto in quindici lingue. È stata anche conduttrice della rubrica di RAI3 Mediterraneo e inviata in Tunisia, Marocco, Cipro e Grecia, dove ha realizzato inchieste e reportage. Da tre anni dedica buona parte del suo tempo libero a incontrare i ragazzi delle scuole di tutta Italia per raccontare ciò che sta accadendo.

Salvo Toscano Nato a Palermo nel 1975, è scrittore, giornalista e blogger. È direttore del quotidiano «LiveSicilia», condirettore del mensile «I Love Sicilia» e scrive per il «Corriere della Sera» e per «Il Foglio». Nel 2005 ha pubblicato il suo primo romanzo, Ultimo appello, che ha come protagonisti i fratelli Roberto e Fabrizio Corsaro, seguito poi da L’enigma Barabba (2006) e Sangue del mio sangue (2009) tutti editi da Dario Flaccovio Editore. Con Newton Compton ha poi pubblicato altri volumi della saga: Insoliti sospetti (2015), Una famiglia diabolica (2017), L’uomo sbagliato (2018) e La tana del serial killer (2020). Per lo stesso editore sono usciti anche Falsa testimonianza (2016) e Joe Petrosino. Il mistero del cadavere nel barile (2019). Nel 2007 ha curato con Filippo D’Arpa l’antologia di racconti La scelta. Storie da non dimenticare (Novantacento), dedicata alla memoria delle vittime della mafia. Nel 2014 ha pubblicato il libro di saggistica La camera grassa. Una dieta per i consigli regionali degli sprechi (Rubbettino), sui costi dei consigli regionali italiani. Suoi racconti sono stati pubblicati in antologie collettive.

Cristiana Capotondi nasce a Roma nel settembre del 1980. Nel 1993 inizia la sua professione di attrice alternando film d’autore e commedie di grande successo, importanti miniserie tv e qualche esperienza all’estero. Nel 2014 esordisce alla regia con un cortometraggio sociale e un racconto in quindici minuti sul Corriere della Sera. Nel gennaio 2016 idea e produce fuoricinema, una manifestazione cinematografica milanese dall’anima pop che ottiene uno straordinario successo. Tra i suoi film più recenti: La mafia uccide solo d’estate (2013), Indovina chi viene a Natale? (2013), Un ragazzo d’oro (2014), 7 minuti (2016), Nome di donna (2018) e Attenti al gorilla (2018). Tra le ultime interpretazioni sul piccolo schermo: Ognuno è perfetto (2019), Bella da morire (2020), Telethon – Nessuno si salva da solo (2020) e Chiara Lubich (2021). L’8 marzo 2018 il Quirinale la sceglie per il discorso di apertura della giornata mondiale della donna alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Dal novembre 2018 al gennaio 2021 ricopre la carica di vicepresidente della Lega Pro, coronando il sogno di lavorare nel mondo del calcio. Nell’agosto del 2020 viene nominata capo delegazione della nazionale femminile. È laureata in Scienze della comunicazione all’Università “La Sapienza” di Roma ed è fondatrice dell’associazione culturale Io Sono, con la quale alimenta un movimento culturale attento ai valori dell’Umanesimo. È cavaliere della Repubblica italiana.